sabato 7 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 127]

Domani mattina, andrò il sangue a donare;
magari per questo, una vita potranno salvare.
O forse, proprio il mio non servirà,
ma non importa poi tanto a chi andrà.
Il solo fatto di farlo, mi fa piacere,
perché lo ritengo un mio dovere,
soprattutto nei periodi in cui la richiesta aumenta.
Senza contare che anche diversi vantaggi personali, presenta:
innanzitutto, si è continuamente monitorati,
perché a chi dona, i risultati delle analisi vengono inviati.
Se ci sono poi problemi, è prevista una visita più approfondita;
insomma, la propria salute dev’essere garantita.
Una volta all’anno, non bisogna dimenticare,
che una visita più completa (sempre gratuita) ti fanno fare.
Sarà la mia poi solo un’impressione,
ma dopo aver donato, mi sento assai benone.
Oltretutto dicono che faccia bene, questo ricambio forzato,
anche se, in modo certo più lento, il sangue è naturalmente rigenerato.
Una cosa credo utile, da far presente
(anche se io non la uso per niente),
é quella che, se in settimana si fa la donazione,
l'intero giorno di permesso dal lavoro si ha a disposizione.
Aggiungiamo alle cose positive,
anche la colazione offerta e le altre iniziative,
che l’Associazione Volontari cui faccio parte,
organizza tutto l’anno ad arte.
Ed è poi anche un’occasione,
per conoscere diverse belle persone,
che condividono un atto volontario.
Atto che, magari, possiamo rendere anche ereditario,
facendo capire ai nostri figli l’importanza
del donare con costanza.
Consiglio perciò a tutti di provare,
e il centro di donazione più vicino cercare.
Per poi magari riferire qui in fondo,
se è stato tempo perso, o se dopo vi sentite meglio, nel profondo.
gp

venerdì 6 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 126]

Oggi è il compleanno di mia moglie.
e di dedicarle questa mia, nessuno me lo toglie.
L’ho conosciuta ormai 19 anni orsono,
(sì, sulla data, certo sono)
durante la sua festa di compleanno,
in cui ci andai quasi con l’inganno. ^_-
Ero stato da sua sorella invitato,
tramite mio fratello, che la conosceva, precettato.
Non feci, devo dire, a quella cena una gran figura:
fui molto silenzioso, e probabilmente avevo anche la faccia scura.
La giornata era stata pesante,
e con quelle persone, di parole non ne feci tante.
Poi, come direbbe la mia consorte, con fare amorevole,
ho iniziato a parlare (molto?) di più, ma solo per coprir le sue parole.
Epperò, “galeotta” fu quella cena e chi vi partecipò,
perché ricevetti un regalo dalla suddetta di lì a un po’.
Iniziai così, ricambiando con un regalino, a cercare di ricontattarla.
“La sventurata rispose” e… insomma… ero riuscito in qualche modo a interessarla.
Il resto, come si dice, è storia,
e oggi siamo ancora insieme a far baldoria.
Tanti auguri Monica, dal tuo “martirio”,
e se questa non t’è piaciuta, stasera ne pagherò il fio…
gp

giovedì 5 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 125]

C'era un semaforo, che faceva parecchi dispetti;
e non è bello, se intanto il verde aspetti.
A volte il giallo saltava a piè pari,
creando scompiglio e incidenti vari.
A volte il verde non faceva comparire,
saltando dal rosso al giallo senza neanche avvertire.
Avevan provato a cambiargli i contatti,
ma miglioramenti non se n'erano fatti.
Avevan poi deciso allora di spegnerlo,
ma in quel punto, era peggio non averlo.
Poi, uno psicologo illuminato
con un'idea in Comune era andato:
per lui il semaforo non aveva un malfunzionamento,
ma solo, nel cuore della centralina, tanto sentimento.
E così, attirava su di lui l'attenzione,
nell'unico modo che gli permetteva la sua funzione.
Decisero allora di, a turno, un po' di tempo dedicargli,
per fargli compagnia e anche un poco parlargli.
Il semaforo da quel momento divenne diligente,
e coi suoi colori non sbagliò più niente.
gp

mercoledì 4 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 124]

Un giorno, le vocali scioperarono,
e, una per una, dalle frasi se ne and_rono.
Certo, la sit_azione avev_ anche più di un vant_ggio.
Ve n_ dò q_i un breve ass_ggio:
si risp_rm_ava l’inchi_str_ delle stamp_nti;
i corr_ttori di bozz_, con gli scr_ttori lanciav_n_ men_ sacripant_.
I disc_rsi er_no s_nz’altro più brev_,
ma a segu_rli, più fatic_ fac_vi.
I più picc_li, di far_ molte pagin_ di v_cali si evit_van_.
Solo c_n le cons_nanti, sin d_ sub_to scriv_vano.
E costavan_ men_ anch_ i t_legrammi,
ch_ p_rò sembr_vano dei crittogr_mm_.
Cert_ ch_ sembr_va il gi_co dell’impicc_to,
d_ve fin_sci appeso (sull_ carta) se le l_ttere n_n hai indovin_to...
Ma anch_ qu_lche svant_ggi_ p_rtò qu_sto scioper_;
perl_più di comun_cazione, con qu_lche impr_pero.
Il pr_bl_ma più gross_ l’_bbe il giardin_er_ della scu_la,
ch_ n_n capì ch_ dov_va t_gliar_ l’____l_.
gp

martedì 3 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 123]

Una poesia senza ri…,
è già stata fatta pri...
Anzi, sicuramente più d'u...
Ne avrete letta anche da me, qualcu...
Ma ditemi, se già prima d'o…,
gentil signore, gentil signo…,
ne avete vista una così mon…:
dove la parola finale é proprio tron...
E dove voi doveste indovina…,
quale rima volevo fa...
Non vi preoccupate sin da ades....,
che una poesia così, non la farò spes...
É stato un esperimen…,
e magari in futuro poi me ne pen...
Ma é anche bello farle un po' pazzerel...
Voi poi mi direte, se le altre eran piú bel...
Oppure, se come a me vi piacciono questi giochet…,
dove non c'é mai quel che ti aspet...
g...

lunedì 2 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 122]

Su quella poltrona, la bambina seguiva in TV la sua serie preferita.
Su quella poltrona, il bambino, svaccato, giocava con la PSP.
Su quella poltrona, la mamma dava il latte al suo neonato.
Su quella poltrona, il papà leggeva le notizie sportive.
Su quella poltrona, la nonna preparava a uncinetto la cuffietta per il nipotino.
Su quella poltrona, il nonno leggeva un bel libro.
Su quella poltrona, la gatta si faceva le unghie.
Su quella poltrona, il cane si faceva un riposino.
Ed era la stessa poltrona che, di notte, finalmente tirava un sospiro.
gp

domenica 1 dicembre 2013

[(s)Concerto poetico n. 121]

La freccia che è nella faretra.
L'arciere che in posizione arretra.
La freccia che viene estratta.
L'arciere che finge un'aria distratta.
La freccia che si incocca.
L'arciere che ha una paura sciocca.
La freccia che è in mira.
L'arciere che fra poco tira.
La freccia che alla fine parte.
L'arciere che ha espresso la sua arte.
La freccia che flette.
L'arciere che di respirare smette.
La freccia che colpisce.
L'arciere che, cosa ha sbagliato, capisce.
La freccia che al paglione viene raggiunta.
L'arciere che spera non si stacchi la punta.
La freccia che è valutata.
L'arciere che sullo score l'ha già segnata.
La freccia che al punteggio viene aggiunta.
L'arciere che sul bersaglio la spunta.
La freccia che viene tolta.
L'arciere che ricomincia un'altra volta.
gp

Dedicata a tutti gli arcieri presenti in queste due splendide giornate. ^_^