giovedì 6 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 188]

Su qual è la funzione della rima,
ne abbiamo già parlato prima?
Non mi pare, e quindi ora provo
a vedere se un senso alla domanda trovo.
Perché, in effetti, si dovrebbe così scrivere,
e una frase con l’altra accoppiare a dovere?
Dà questo un senso di straordinario
a quello che, scritto normalmente, sarebbe solo ordinario?
Oppure è il suono delle parole rimate,
che in questa maniera paiono rinate?
Nuovi significati sembrano prendere le frasi;
ma succede veramente in tutti i casi?
Oppure la cosa funziona solo talvolta,
se la nostra mente nel modo giusto le “ascolta”?
Meglio sarebbe una poesia non rimata, oppure
quelle con la rima, nel ricordo, son più durature?
Accade come per le canzoni “pop-olari”,
che si cantano così meglio intorno ai focolari?
Alla fine le domande son diventate tante davvero.
Che dite, ho un po’ esagerato, nevvero?
gp

mercoledì 5 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 187]

La Giornata contro lo spreco alimentare,
in altre parti del mondo era già in uso celebrare.
Ma da oggi anche in Italia è stata
per la prima volta ufficialmente battezzata.
Non starò le statistiche a citarvi,
giusto per, con questa mia, non annoiarvi
su quanto sprechiamo quotidianamente:
se non vogliamo immetterlo nel tubo digerente,
spesso lo buttiamo via senza pensare
che quel cibo qualcuno poteva invece mangiare.
Dico solo che dovremmo fare più attenzione,
quando facciamo la spesa, a quello che va nel cestone.
Cerchiamo il necessario solo di comprare,
per poi, nei giorni successivi, quello mangiare.
Anche perché tutto quello che viene prodotto,
costa energia, tempo e acqua dell’acquedotto.
Che, come dovremmo sapere, non è infinita;
ma fra un po’, se non ci badiamo, sarà finita.
Tutte le indicazioni su come fare,
in rete troverete, per il cibo risparmiare.
Quindi, non solo per oggi di questa cosa ricordiamoci,
e tutte le volte a far spesa con la testa andiamoci.
gp

martedì 4 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 186]

Il 4 febbraio del 2004, cioè 10 anni fa, nasceva,
una cosa sul cui successo forse poco si credeva.
Oggi ne avrete giá da tutti sentito parlare,
ma volevo anch'io, alla mia maniera, farlo notare.
Perché senza l'amato / odiato “Faccialibro”,
invece di qui scrivere, starei magari a leggere un bel libro.
Ma Facebook è la rete all'ennesima potenza,
e molti di noi non potrebbero più farne senza.
Come potremmo infatti in ufficio il tempo perdere,
o le foto dei più bei gattini non conoscere?
Senza parlare poi di tutti quei giochini,
che a qualcuno sembrano pure un po'... sciocchini.
Ogni notizia, bella o brutta, da qui passa,
e poi funziona come una grancassa.
Si "condivide" quello che "piace" a menadito,
per poi ritrovarselo ripostato all'infinito.
Perlopiù di fuffa si tratta,
e per l'intelligenza umana è una disfatta.
Poi però trovi tante cose interessanti,
che possono anche essere gratificanti.
Ma di certo tra queste non sono da annoverare,
le “poesie” che ogni giorno vengo qui a postare.
gp

lunedì 3 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 185]

Qualcuno di voi è a dieta,
e magari pasteggia ad acqua e bieta?
Rimasugli delle feste,
di cui volete disfarvi come la peste?
Beh, allora più oltre non proseguite,
se non volete veder le vostre possibilità diminuite.
Perché oggi parlerò di “junk food” o cibo spazzatura;
quello insomma di cui non è certa la natura.
Solitamente non lo pratico molto,
ma ieri uno sfizio (complice mio figlio) mi son tolto.
Siamo andati dal sig. Donaldo,
che in questo è certamente un caposaldo,
e abbiam preso panini e patatine
- di queste ultime, due bustine -,
con insieme quel “pollo” a bocconcini
(non che il gusto molto gli si avvicini…).
Mia moglie è stata la più virtuosa,
prendendo un’insalata e un’altra piccola cosa.
Alla fine non so se sia “cibo consolatorio”,
quello di cui sopra, o solo un attacco al sistema circolatorio.
Però, come ieri sera mio figlio giustamente diceva:
“Non so perché dicano che è di plastica. A me piaceva!”
E un piccolo capriccio, di questi tempi, qualche volta togliersi,
potrebbe esser meglio che, da tutto quel che piace, astenersi.
Perché alla fine rischieremmo di scoppiare,
e poi di qualcosa di cui pentirci arrivare a fare.
Con questo credo di aver detto tutto;
ma mi raccomando, state lontani dallo strutto!
gp

domenica 2 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 184]

Questa è una poesia di tarda ora,
perché di oggi non l’avevo preparata ancora.
Succede, quando sono un po’ in ritardo,
che preoccupato all’orologio do uno sguardo.
Ma ecco che, come per miracolo,
abbastanza agevolmente supero l’ostacolo,
e le parole mi escono copiose
(sperabilmente neppure troppo noiose).
Riga dopo riga vado così a completare
quello che giornalmente da tempo riesco a fare.
Dicono che qualcuno sotto stress lavori meglio,
ma a volte mi vengono anche solo appena sveglio:
mi prendo un appunto, per non dimenticare,
e mentre faccio le mie cose, altre rime mi viene da fare.
Tutto man mano cerco in fretta di segnarmi,
e una conclusione poi arrivo ad inventarmi.
Così, quando mi pare abbastanza a posto,
e con la punteggiatura corretta l’ho ricomposto,
il “poema” trovate pubblicato,
ed io, ancora per un altra giornata, l’onore ho “salvato”.
gp

sabato 1 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 183]

Rimini, sulla sua spiaggia coi sandali.
Rimini, con i suoi campionati nazionali.
Rimini, coi suoi grandi ombrelloni.
Rimini, dove si tira sui paglioni.
Rimini, dove Mattia e Matilde han tirato.
Rimini, dove di andare han meritato.
Rimini, che in mattinata si è risolta.
Rimini, dove meglio andrà la prossima volta.
Rimini, dove c'è sempre da divertirsi.
Rimini, dove, se non si giunti sul podio, non bisogna intristirsi.
Rimini, che una volta che avrete indietro lasciato,
sarà per tornare tra chi vi aspetta con un abbraccio meritato.
gp

venerdì 31 gennaio 2014

[(s)Concerto poetico n. 182]

Da domani inizia il nuovo anno.
Come dite? È già stato, Capodanno?
Ma io intendevo il nuovo anno cinese,
quello che inizia col prossimo mese,
e che per ben 15 giorni sarà festeggiato
in tutto il mondo dai cinesi abitato.
Secondo la mitologia, la tradizione si rifà a una leggenda,
in cui c’è una bestia, lo Nian, veramente tremenda:
ogni 12 mesi esce dalla tana per gli umani mangiare,
e questi, con il colore rosso e gran rumori lo devono spaventare.
Di questa leggenda c’è traccia nella “danza del leone”,
in cui la maschera per le strade ricorderebbe quella tradizione.
E ancora i fuochi d’artificio e i canti,
fornirebbero quei forti rumori per tenere i mostri distanti.
Questo poi sarà l’anno del segno zodiacale del Cavallo,
che tra l’altro è anche il mio, se non cado in fallo.
A leggere nell’oroscopo cinese tutto quello che mi aspetta,
direi che stia per vivere una stagione perfetta.
Vedremo se davvero da domani sarà meglio,
oppure se, da questa fantasia, avrò un brusco risveglio.
Ma questo ve lo potrò dire solo nei prossimi mesi.
Per cui, tenete i vostri computer accesi,
e attendete che io vi dia il mio parere
su quello che mi sta per succedere.
gp