martedì 11 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 193]

Resto sempre un po' shoccato,
dopo una bella canzone aver ascoltato,
per come tutto risulti perfetto
nella “forma” che han dato a quel motivetto.
E non sto parlando di quelle, pur bellissime, à la Battisti,
ma suonabili anche solo con una chitarra senza altri strumentisti.
Ma di quelle musicalmente più... complicate,
che saran pure “solo” musica “pop”, ma pure voi le avrete apprezzate.
Io di teoria musicale non me ne intendo molto,
e forse il non essere nell'argomento colto,
giustifica la mia meraviglia da ignorante
su una cosa probabilmente non così eccitante.
Resta il fatto che chi crea gli arrangiamenti,
non penso lo faccia senza studiati accorgimenti.
L'inserire proprio quel preciso strumento,
che non c'era fino a quel momento;
oppure quel particolare effetto sonoro,
o addirittura di persone un coro...
Sarò naif, ma lasciatemi meravigliare,
quando c'è chi dimostra di saperlo così ben fare.
Sarà studio o essenzialmente "mestiere"?
Non mi spiacerebbe, da un esperto sapere.
E magari anche voi, alla prossima canzone ascoltata,
ripenserete a questa mia poesia meravigliata.
gp

lunedì 10 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 192]

Ho preso l’ennesima influenza “maldida”,
che ogni tanto, impunemente, in noi si annida.
Trasmessa da mio figlio (nessuno me lo toglie...),
e passata poi (forse) alla moglie,
mi ha ridotto di nuovo quasi a letto,
ma non ne ho provato gran diletto.
Passare le notti con la febbre a rivoltarmi,
per poi, al mattino, tutto rotto alzarmi,
non è propriamente il modo migliore
di trascorrere quelle lunghe, tremebonde, ore.
Ma la cosa che sempre mi incuriosisce,
è come, mentre si è ammalati, non si capisce,
o meglio, sembra quasi non ci si rammenti,
com’era prima che la febbre aumenti.
Quel periodo ci sembra così distante,
quando l’essere ammalato è così defatigante.
Poi, quasi troppo in fretta si ritorna com’era,
e la malattia sembra sparita di gran carriera.
Ma siccome io ci sono ancora in mezzo,
forse così la penserò ancora per un pezzo.
E scusate se questa mia non mi è ben riuscita;
magari, con la febbre, la mia Musa si è un po’ ammoscita.
gp

domenica 9 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 191]

Una lacrima, per colpa delle cipolle.
Una lacrima, per un amico o un parente scomparso.
Una lacrima, per quel film o libro strappacuore.
Una lacrima, per la vittoria, o la sconfitta.
Una lacrima, dopo il parto, vedendone il frutto.
Una lacrima, per togliere un bruscolo dall'occhio.
Una lacrima, per chi non ce l'ha fatta.
Una lacrima, di pura felicità.
Una lacrima, per la prima parola del proprio figlio (o figlia).
Una lacrima, per la paura che stiamo provando.
Una lacrima, perché dicono renda gli occhi belli.
Una lacrima, al sapore di sale.
Una lacrima, è solo acqua. Oppure no?
gp

sabato 8 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 190]

C'era un angioletto che l'arpa non sapeva suonare;
e per questo, una nuvoletta personale non si poteva guadagnare.
Ci aveva provato, davvero in tutte le maniere,
ma quello di suonarla, non era proprio il suo mestiere.
Aveva tentato pure con qualche altro strumento,
ma con nessuno aveva dimostrato gran talento.
Allora si era un poco angustiato,
perché di esser come gli altri aveva sempre desiderato.
Finché non capì che essere diverso,
non era da disprezzare, se visto da un certo verso.
Certo, non sapeva alcun strumento suonare,
ma scoprì invece di saper ben cantare.
E mica con una voce appena sufficiente,
perché con il suo canto, faceva far bei sogni alla gente!
Venne allora promosso ad Angelo dei Sogni d'Oro,
e così comprese che la sua voce, era il suo tesoro.
Quindi, se per caso stanotte avrete problemi a dormire,
forse proprio da lui la giusta ninna nanna potreste sentire.
Con il suo canto starebbe infatti ad allietarvi,
fino a che finireste per addormentarvi.
gp

venerdì 7 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 189]

Da questa sera sono iniziate
le olimpiadi invernali, tanto agognate.
Si svolgeranno a Sochi, città della Russia
(se qualcuno si era chiesto dove sia).
Molto si parlerà in questi prossimi giorni,
dei singoli eventi sportivi e di tutti i contorni.
Ma la polemica prima ancora è iniziata
per una pessima, di Putin, pensata,
che ha negato il permesso di fare manifestazioni
di protesta dei gay contro le discriminazioni.
Diversi Stati hanno anche “passato”,
e non andandovi hanno così protestato.
Si è poi speso per la cerimonia
una cifra favolosa, senza parsimonia.
Perché la Russia vuole confermare la sua potenza,
e vuole conquistare medaglie a sufficienza.
A me, più che uno spirito sportivo,
sembra un intento decisamente combattivo.
Ma quello che veramente ci interessa son tutti quei ragazzi,
che per potervi partecipare si son allenati come pazzi.
Allora sediamoci comodi, per questi giochi gustare,
e ricordiamoci che “l’importante... è partecipare”.
gp

giovedì 6 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 188]

Su qual è la funzione della rima,
ne abbiamo già parlato prima?
Non mi pare, e quindi ora provo
a vedere se un senso alla domanda trovo.
Perché, in effetti, si dovrebbe così scrivere,
e una frase con l’altra accoppiare a dovere?
Dà questo un senso di straordinario
a quello che, scritto normalmente, sarebbe solo ordinario?
Oppure è il suono delle parole rimate,
che in questa maniera paiono rinate?
Nuovi significati sembrano prendere le frasi;
ma succede veramente in tutti i casi?
Oppure la cosa funziona solo talvolta,
se la nostra mente nel modo giusto le “ascolta”?
Meglio sarebbe una poesia non rimata, oppure
quelle con la rima, nel ricordo, son più durature?
Accade come per le canzoni “pop-olari”,
che si cantano così meglio intorno ai focolari?
Alla fine le domande son diventate tante davvero.
Che dite, ho un po’ esagerato, nevvero?
gp

mercoledì 5 febbraio 2014

[(s)Concerto poetico n. 187]

La Giornata contro lo spreco alimentare,
in altre parti del mondo era già in uso celebrare.
Ma da oggi anche in Italia è stata
per la prima volta ufficialmente battezzata.
Non starò le statistiche a citarvi,
giusto per, con questa mia, non annoiarvi
su quanto sprechiamo quotidianamente:
se non vogliamo immetterlo nel tubo digerente,
spesso lo buttiamo via senza pensare
che quel cibo qualcuno poteva invece mangiare.
Dico solo che dovremmo fare più attenzione,
quando facciamo la spesa, a quello che va nel cestone.
Cerchiamo il necessario solo di comprare,
per poi, nei giorni successivi, quello mangiare.
Anche perché tutto quello che viene prodotto,
costa energia, tempo e acqua dell’acquedotto.
Che, come dovremmo sapere, non è infinita;
ma fra un po’, se non ci badiamo, sarà finita.
Tutte le indicazioni su come fare,
in rete troverete, per il cibo risparmiare.
Quindi, non solo per oggi di questa cosa ricordiamoci,
e tutte le volte a far spesa con la testa andiamoci.
gp